Dl 1970 ad oggi estinto un quarto delle specie animali
Dal 1970 ad oggi si è estinto un terzo-un quarto delle specie animali del pianeta. Neanche il meteorite - o cosa altro fu - che causò l'estinzione dei dinosauri seppe agire in modo così velocemente drastico.
Ogni anno sparisce l'1 % delle specie che ancora resistono.
Lo dice "The Living Planet Index", un rapporto pubblicato oggi da Wwf e Zoological Society of London.
Le cause? Inquinamento, allevamento del bestiame, espansione delle aree urbane, caccia e pesca scriteriate. E nei prossimi trent'anni è atteso anche un pesante impatto del riscaldamento globale.
Negli ultimi tempi il ritmo dell'estinzione è aumentato. Dal 1995 al 2005 le specie che abitano i mari sono diminuite del 28%, gli uccelli marini del 30% e le specie terrestri del 25%.
Il comunicato stampa su "The Living Planet Index" della Zoological Society of London
"The Living Planet Index" sulle Bbc News
L'immagine fa parte di una galleria fotografica dedicata dal Chicago Trubine ad alcune specie a rischio di estinzione. Cliccandoci sopra si accede alla serie completa.
Il censimento degli alberi e dei boschi italiani

Quanti sono gli alberi in Italia? Quasi 12 miliardi. Per la precisione: 11.876.691.354. Il numero è stato calcolato attraverso l'Infc, Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi forestali di carbonio, realizzato dal Corpo forestale dello Stato.
Il censimento è stato ultimato da pochi giorni. Finora erano noti solo dati parziali.
Le regioni con maggiore densità di alberi sono, nell'ordine, Emilia Romagna, Umbria e Marche. Le regioni con il maggior numero di alberi sono invece Toscana, Emilia Romagna e Piemonte.
La cementificazione galoppa, ma aumenta la superficie di boschi e foreste. Dalla stima di 8.675.100 ettari prodotta nel 1985, si è passati infatti ad una stima di quasi 10.470.000 ettari.
Il sito internet del censimento degli alberi e i dati 2008
La superficie dei boschi italiani
Foto Flickr
I rospi e il terremoto in Cina, gli animali davvero "prevedono" le scosse?

Sarà vero che gli animali "sentono" in anticipo i terremoti, danno segni di agitazione e cercano di fuggire? Tutti, credo, l'abbiamo sentito dire.
Ha fatto il giro del web la storia dei rospi cinesi. E adesso sono arrivate anche le rane californiane. Una vicenda davvero singolare.
Valigetta? No, pannello solare fotovoltaico

Sembra una normale valigetta, quella tipica con cui girano gli assicuratori di tutto il mondo e gli agenti dell'Fbi, ma non lo è.
Si chiama Solar Panel Briefcase e contiene due pannelli solari fotovoltaici per un totale di 13 watt di potenza.
Non è molto, la valigetta infatti è suffciente a caricare un telefono cellulare, un lettore mp3 e poco altro.
Visto il dibattito che ha scatenato il tavolo a energia solare - circa la sua reale utilità - vi sottopongo anche questo congegno.
Può essere veramente utile? Penso al campeggio, ad esempio, o a situazioni di emergenza.
Considerate che ha il non trascurabile difetto di non essere resistente all'acqua.
Il prezzo è di 49.99 sterline (circa 62 euro).
Via OhGizmo!
Postato da emiliano
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Sky Serpent, il serpente di turbine eoliche

Si chiama Sky Serpent ed è una sorta di carosello formato da turbine eoliche: in questo prototipo sono 25, una in fila all'altra, ma potrebbero essere anche molto più numerose
Il vantaggio rispetto alle turbine tradizionali è che, a parità di energia elettrica prodotta, Sky Serpent richiede meno materiali. E quindi costa meno.
L'idea è di un californiano, Doug Selsam, che ha ottimizzato le proporzioni affinchè ogni turbina catturi il vento senza "rubarlo" alle altre.
Su Popular Science Sky Serpent, il serpente di turbine eoliche
Via e foto Environmental Graffiti
Postato da maria f. piva
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BioPower, energia elettrica dal mare imitando una pianta che fluttua

Grandi ventagli dalle forme arrotondate che, come se fossero piante acquatiche, fluttuano sul fondo del mare, mossi dalle correnti. In realtà sono turbine e generano energia elettrica pulita. Una sorta di versione subacquea delle centrali eoliche, insomma.
Il sistema si chiama BioPower ed è un'idea di BioPower System. Il prototipo verrà costruito in Tasmania.
Contemporaneamente verrà sperimentato BioStream, anch'esso di BioPower System, il congegno per ricavare energia elettrica dalle onde imitanto i movimenti di una pinna.
BioPower e BioStream avranno ciascuno una capacità di 250kW, sufficiente ad approvvigionare 500 case, e l'energia elettrica verrà immessa nella rete della Tasmania.
Il comunicato stampa sulla sperimentazione di BioPower e BioStream in Tasmania
Su National Geographic un video dedicato a BioPower e BioStream
Via e foto Inhabitat
Siccità in Spagna, Barcellona fa arrivare l'acqua con le navi
L'immagine, credo, rende bene l'idea di quanto è grave la siccità che affligge la Spagna. E' una chiesa medievale completamente riaffiorata dopo essere stata sommersa da un lago artificiale costruito per dissetare la Catalogna.
Ora Barcellona si approvvigiona d'acqua grazie a navi. Dopo le piogge di aprile le riserve d'acqua della regione sono al 25% della capacità totale: ma è in arrivo la lunga, calda estate.
Il punto, avvertono gli esperti, è che con i cambiamenti climatici nel bacino del Mediterraneo gli episodi di siccità stanno diventando più frequenti e più duraturi. Del resto, negli anni scorsi, ce ne siamo accorti perfettamente anche in Italia.
Da Shipping on line a causa della siccità in Spagna Barcellona fa arrivare l'acqua con le navi
Sulla Reuters un articolo dedicato alla siccità in Spagna e ai bacini idrici prosciugati
La foto fa parte di una galleria fotografica della Reuters. Cliccandoci sopra si accede a tutte le immagini.
Postato da maria f. piva
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Gli orsi polari diventano specie protetta e faranno rincarare ancor più il petrolio

Gli Stati Uniti hanno deciso infine di considerare l'orso polare una specie protetta, visto che la sua sopravvivenza dipende dai ghiacci polari sempre più ridotti a causa del riscaldamento globale.
Oltre agli orsi, verrà protetto integralmente anche il loro ambiente. Significa che non verrà estratto il petrolio - assai copioso, pare - nascosto nel sottosuolo attorno alla calotta polare. Già erano iniziate le procedure per sfruttare quello attorno al Mare di Bering, in Alaska
Gli esperti americani avvertono: lo sfruttamento dei giacimenti artici è l'unica cosa che può proteggerci dal petrolio a 200 dollari al barile. Peraltro alcuni esperti hanno annunciato il petrolio a 200 dollari nel giro di un paio di anni prima ancora di considerare la faccenda degli orsi. Figuriamoci ora...
Dunque è proprio vero, la recessione è ambientalista?
Su La Nuova Ecologia gli orsi polari diventano specie protetta negli Stati Uniti
Su Bloomberg proteggendo gli orsi polari il petrolio salirà a 200 dollari
Su Agi le previsioni, qualche giorni fa, sul petrolio rapidamente a 200 dollari (senza tener conto degli orsi)
Postato da maria f. piva





