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Il TAR del Lazio, che aveva rinviato al 20 aprile l'udienza per decidere sul ricorso presentato dall'Enel contro la Regione Lazio la quale aveva bloccato i lavori per la riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia, ha accolto la richiesta dell'Enel. Tuttavia i giudici hanno stabilito che la ripresa dell'escavo a mare per la realizzazione di banchine in grado di far attraccare le navi carbonifere non potrà essere svolto nei termini previsti dall'Enel.
I 3 milioni di metri cubi dovranno essere ridottti a 1 milione e 227 mila. Limite imposto dalla vigente Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) emessa dal Ministero dell'Ambiente del governo Berlusconi. Valutazione che, come sostenuto da ambientalisti, WWF e dalla stessa Regione Lazio, in ogni caso presenta lacunose manchevolezze e testimonia scelte politiche e legislative più inclini alla riconversione della centrale all'uso del carbone piuttosto che al gas.
Continua da sopra:
Il processo autorizzativo gestito a suo tempo dalla passata giunta Storace e dall'onorevole Matteoli, a giorni ex Ministro dell'Ambiente, si era infatti basato su dati e fatti non esattamente corrispondenti alla realtà come, appunto, il dimensionamento dello scavo a mare. Osservazione che l'ordinanza del TAR del Lazio ha evidenziato, pur accogliendo il ricorso dei legali dell'Enel. Probabile dunque, che la battaglia fra ambientalisti, WWF e Regione Lazio da una parte e l'Ente Nazionale per l'Energia Elettrica dall'altra, riparta da questa osservazione, insieme alla carenza di valutazione di incidenza rispetto alle aree di interesse comunitarie prossime all'impianto. Battaglia a colpi di ricorsi che trova la sua fondatezza anche nel problema della quantificazione delle possibili e future emissioni di CO2 di una centrale funzionante a carbone piuttosto che a gas, e che metterebbero fuori gioco l'Italia nella già difficile corsa per il rispetto del protocollo di Kyoto. La speranza di WWF e ambientalisti ora è quella che, come ha fatto la Regione Lazio e la giunta Marazzo, anche i futuri e nuovi Governanti Nazionali ne assumano le stesse posizioni o quanto meno propendano per una nuova valutazione d'impatto ambientale.
[via WWF]
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