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Si chiama San Pietro ed una frazione del comune di Rosà, in provincia di Vicenza, e da anni i suoi cittadini stanno tentando di far valere i propri diritti in tutte le sedi istituzionali possibili. Motivo di tanto ardore, la loro terra, o meglio i 140 mila metri quadrati di una zona definita PIP49, sulla quale sono previsti insediamenti industriali tali da stravolgere l'intera frazione. Essenze arboree rare e protette, antiche vie alberate, rogge storiche e ritrovamenti sotterranei di una rilevante area archeologia sono infatti già spariti per la costruzione di 8 mila metri quadrati di parcheggi. Prologo per la partenza di tutto il piano industriale dove campeggia il progetto di una "bella" zincheria. Industria non ancora costruita ma, dicono i responsabili del Presidio San Pietro, già in attività per ciò che riguarda l'azione inquinante, visto che negli spazi dell'erigenda struttura vengono scaricati periodicamente rifiuti tossici di altre attività.
A provare le dichiarazioni, una serie di analisi che rivelano un'alta concentrazione di cadmio, zinco e ferro nel terreno. Sostanze che s'infiltrano agevolmente in un terreno ricco di falde e risorgive, non dissimili e non distanti da quelle di Tezze sul Brenta delle quali si stanno già occupando tre procure. Tutti elementi di grande preoccupazione che hanno indotto i residenti di San Pietro, dopo essersi costituiti in comitato agli inizi della vicenda, a creare nel 2002 anche un vero e proprio presidio, con tanto di sito internet in attesa che il tribunale di Bassano del Grappa, chiamato per l'ennesima volta ad occuparsi della questione, dia qualche responso positivo.
[via Presidio San Pietro]
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