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Non sono solo gli inceneritori a produrre nanopolveri, responsabili uniche delle temibili nanopatologie, ma anche il traffico automobilistico, quello aereo, le centrali elettriche, i cementifici, le esplosioni in zone di guerra e addirittura le centrali a biomasse che spesso, per problemi di sovradimensionamento, diventano veri e propri ricettacoli di rifiuti di ogni tipo. Ad affermarlo è il professor Montanari, direttore scientifico del Laboratorio Nanodiagnostics di Modena, il quale sostiene che le nanopolveri siano per il 99% di origine antropica, e responsabili di infiammazioni e numerose patologie tumorali.
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Secondo il professore quindi anche le centrali a biomasse non sono esenti dal problema e inoltre "è difficile ipotizzare un impianto a biomasse in regola, cioè che brucia solo biomasse. Queste centrali infatti sono di solito sovradimensionate almeno 100 volte rispetto a quello che dovrebbero bruciare. L'Emilia Romagna ha approvato un piano per costruire centrali a biomasse, ma per alimentarle bisognerebbe mettere a cultura canna infestante in un territorio grande il doppio della stessa regione. E allora che si fa, dopo qualche mese ogni centrale a biomasse viene trasformata in normalissimi inceneritori". Leggi l'intervista completa su Greenreport. Leggi Un po' di chiarezza sugli inceneritori.
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