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Leggo un'interessante post di Ugo Bardi di Aspo Italia, l'associazione che studia il picco del petrolio e del gas. Si parla di pellet, un combustibile cosiddetto "ecologico" molto di moda negli ultimi tempi.
Continua da sopra:
Il pellet è costituito da segatura vergine essicata e compressa in forma di piccoli cilindri con un diametro di qualche millimetro e ha un forte potere calorifero, circa il doppio rispetto al legno.
Secondo un articolo del New York Times però, il fumo emesso dai temibili "boiler" a legna americani, e conseguentemente le particelle rilasciate in atmosfera, rappresentano un problema estremamente serio dal punto di vista ambientale. La questione è molto grave perché negli ultimi anni il numero di boiler acquistati ha subito un'impennata clamorosa (150 mila negli ultimi due anni) e anche l'Epa, l'agenzia per l'ambiente americana, è sul punto di prendere delle decisioni per regolamentare la vicenda.
La situazione migliora leggermente passando dal legno al cippato, ma se osservate il grafico sopra, vi rendete conto che anche quest'ultimo genera molte più emissioni di gas e petrolio. In poche parole, se comprassimo tutti una caldaia a pellet sarebbe un bel disastro. E inoltre "in America c'è abbondanza di legna; se in Europa volessimo veramente scaldarci a legna, le varie colline e montagne somiglierebbero rapidamente al monte Calvario dei Vangeli". Leggi Burning Issues.
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