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Il piano energetico che l'Unione Europea presenterà mercoledì e che conterrà le misure "più importanti e più ambiziose mai prese" anche in materia di controllo dell'effetto serra mi sembra catalogabile nella serie: la botte piena e la moglie ubriaca, almeno a leggere le anticipazioni pubblicate sul web.
Continua da sopra:
Le Monde sostiene che il piano conterrà due elementi principali, sui cui peraltro non è ancora stato trovato l'accordo: l'obbligo per le imprese di separare la produzione dalla distribuzione del gas o dell'elettricità e novità a proposito delle autorità di controllo. Ancora Le Monde dedica solo poche righe alle energie che non derivano da fonti fossili: giusto per dire che non c'è accordo nemmeno a proposito della soglia del 20% di rinnovabili e del 10% di biocarburanti da raggiungere entro il 2020. Se davvero così stanno le cose, mi riesce difficile pensare che possa essere raggiunto l'obiettivo annunciato da Reuters Italia: arrivare cioè entro il 2020 ad emettere il 20% di gas serra in meno rispetto al 1990 - e oggi ne produciamo più di allora - e effettuare riduzioni ulteriori se altre nazioni industrializzate si avvieranno su questa stessa strada. Non vorrei che per far quadrare questi conti impossibili l'Europa si gettasse fra le braccia del nucleare. Leggi Clima, l'Europa ha l'acqua alla gola, ovvero le anticipazioni sul rapporto relativo ai cambiamenti climatici che verrà presentato insieme al piano energetico. Foto Flickr.
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