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Tv, radio, giornali e siti web, tutti insieme appasionatamente a riferire che Bush, folgorato non sulla via di Damasco ma su quella della vicina Bagdad, ha parlato alla sua nazione invitando, fra l'altro, a pensare al clima e a consumare meno benzina. Possibile? George che diventa ecologista? E' più probabile che ad "imboccare" il presidente siano state i big dell'economia americana.
Continua da sopra:
In particolare mi riferisco alle aziende che partecipano al "US Climate Action Partenership". Una grande alleanza fra imprese come Alcoa, General Elettric, Pacific Gas & Electricity, Duke Energy, Leman Brothers, DuPont, FPL Group, Caterpillar, BP America e altre ancora che, fiutate nuove prede, hanno deciso di rivolgere le loro attenzioni al business tinto di verde e di ecologia: più popolare, non ancora del tutto inflazionato e, soprattutto, assai remunerativo. Come dimostrato da Toyota che, giocando d'anticipo su europei e americani e fiutando l'aria ambientalista, quest'anno venderà 250.000 Prius Ibride. Numero che ha tolto alla General Motors la supremazia storica di prima casa produttrice di automobili nel mondo. Altro che sensibilità ecologista di George, a me sembra solo un gran "mea culpa" venuto al pettine. Peccato non sia arrivato prima, forse avremmo avuto più neve e il solito freddo di stagione.
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