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Nell'arco di cinque anni il solare fotovoltaico sarà abbastanza economico da competere con i prezzi dei combustibili fossili, e nell'arco di dieci anni il prezzo delle celle solari potrebbe scendere talmente tanto, da portare il prezzo del solare a circa la metà di quello del petrolio, del carbone, del gas e del nucleare. Lo scrive Uk Telegraph facendo riferimento a uno tecnologia di cui ho parlato molte volte su Blogeko: i pannelli a film sottile di rame, gallio, selenio e indio (CIGS). Naturalmente l'ipotesi è credibile se si pensa che alla fine degli anni Settanta il costo dell'energia solare era di 100 dollari per watt mentre oggi il prezzo si aggira sui 3-4 dollari. L'opinione degli esperti è che nel giro di pochi anni il prezzo scenderà sotto 1 dollaro per watt, più o meno il prezzo attuale dell'energia prodotta dal carbone.
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Le celle solari in film sottile infatti, hanno uno spessore di appena un micron, circa 200-300 volte inferiore rispetto alle normali celle solari, e richiedono una quantità di materiale estremamente ridotta. Il problema principale, allo stato attuale, è l'efficienza energetica, che, per le CIGS, è ancora molto al di sotto degli standard in commercio.
Sono certamente d'accordo sul fatto che il futuro del fotovoltaico e dell'energia in genere sia rappresentato dal film sottile, ma mi chiedo, riprendendo una riflessione di Ecogeek, perché puntare su materiali relativamente rari come l'indio e il gallio e non sul silicio, un elemento estremamente diffuso sul nostro pianeta? Per un approfondimento leggi Uk Telegraph.
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