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Abbiamo parlato della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo Conto Energia, per l'incentivazione degli impianti fotovoltaici. Un'attenta analisi di Terenzio Longobardi di Aspo Italia, mi fa pensare che questo decreto non sia poco così conveniente. Come vi avevo detto in precedenza gli impianti a terra sono estremamente penalizzati e secondo Longobardi "questo è un grave limite del nuovo decreto, che attribuisce erroneamente al vecchio decreto un eccessivo squilibrio a favore della realizzazione di grandi impianti installati a terra [...] Gli impianti di grossa taglia, dell'ordine di qualche MW, sono quelli che consentirebbero di accrescere più rapidamentela la potenza installata, e quindi di raggiungere le economie di scala necessarie per l'indispensabile riduzione dei prezzi del mercato fotovoltaico". Invece, per ciò che riguarda gli impianti integrati fino a 20 kW diventano convenienti soprattutto se si acquisisce anche "il premio previsto per coloro che facciano eseguire la certificazione energetica del fabbricato e realizzino interventi di risparmio energetico".
Continua da sopra:
Questo passaggio mi riporta alle considerazioni fatte da Jacopo Fo tempo fa, quando diceva: "è positivo isolare il tetto come è positivo installare i pannelli, ma perché costringere i cittadini a realizzare entrambi gli interventi oppure a non fare niente?". Questa forma di massimalismo ideologico, come l'aveva definita Fo, - anche se, ahimé, temo proprio che non si tratti di questo - non giova a nessuno.
Ma sono soprattutto le conclusioni del discorso di Longobardi che mi preoccupano: "Rimane nel nuovo decreto, come nel vecchio, il grave limite del mancato aggiornamento all'andamento del costo della vita, durante i vent’anni di applicazione, delle tariffe incentivanti concesse ad ogni impianto [...] mi auguro di sbagliarmi, ma ritengo che la previsione contenuta nel nuovo decreto di un limite alla potenza totale installata di 3000 MW entro il 2016, risulterà difficilmente raggiungibile". Chiudo con una considerazione: investendo i propri risparmi in un impianto fotovoltaico, l'obiettivo è, evidentemente, quello di rientrare nelle spese nell'arco di un "tot" di anni, ma se il meccanismo che dovrebbe rendere più semplice questo rientro non funziona, come pensano i burocrati di permettere ai cittadini di ottenere vantaggi da un investimento del genere? Per un approfondimento leggi Confronto tra vecchio e nuovo decreto di incentivazione del fotovoltaico. Via Il blog di Aspo Italia.
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