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Il bello - o il brutto - di questa storia è che le informazioni sui segni di tossicità mostrato dai mais Ogm della Monsanto MON 863 derivano dagli stessi esperimenti che la Monsanto aveva condotto per dimostrarne l'innocuità. I dati relativi alle condizioni dei topi che l'avevano mangiato il MON 863 per 90 giorni sono stati rivisti da ricercatori indipendenti, e il loro lavoro è stato pubblicato sull'ultimo numero - non ancora disponibile on line - della prestigiosa rivista "Archives of Environmental Contamination and Toxicology": per la Monsanto i mutamenti avvenuti nell'organismo dei topi non mostravano alcuna rilevanza statistica; secondo Greenpeace, che ha ottenuto per via giudiziaria il dossier con i dati della Monsanto, gli stessi mutamenti "sono motivo sufficiente per ritirare questo prodotto geneticamente modificato dal mercato", in quanto sono comparsi fra l'altro "segni di tossicità" nel fegato e nei reni degli animali. Spiacerebbe fare la fine di quei topi: il MON 863 è uno dei prodotti Ogm di cui l'Unione Europea autorizza l'importazione per ricavarne cibo destinato agli animali da carne, e già in passato si erano levate polemiche sui suoi effetti. A questo proposito un vecchio articolo de La Stampa. Gli approfondimenti su Greenpeace.
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