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Cosa penso dell'auto a idrogeno ve l'ho già spiegato quando ci fu la presentazione della Bmw Hydrogen7. Pochi giorni fa invece, mi è arrivata un'email con una petizione online, lanciata da un tal Stefano Pino, per "chiedere alla Commissione europea di creare una legge che obblighi i petrolieri ad installare accanto ad ogni distributore di benzina almeno un distributore ad idrogeno e di incominciare a produrlo utilizzando energie rinnovabili". Ne approfitto quindi per condividere il punto di visto del professor Ugo Bardi, il quale giustamente scrive ironicamente che non si può abrogare la legge di gravità.
E a meno che questi signori, Rifkin compreso, non abbiano dei dati che a noi sono sfuggiti, il concetto è chiaro: "l'idrogeno libero non esiste sul pianeta, e per ottenerlo dobbiamo trasformare i legami di idrogeno in molecole. Semplici regole di chimica ci dicono che ci vuole più energia per fare questo che per creare una molecola ex-novo, e questa è la seconda Legge della Termodinamica: una cosa che non si può risolvere".
Continua da sopra:
Lo scrive Petrolio citando Il mito dell'Economia all'idrogeno di Dale Allen Pfeiffer, e lo sottoscrivo pienamente. "Chi ha messo in giro la petizione sui distributori a idrogeno" scrive il professor Bardi "non si è chiesto, evidentemente, quanto costerebbe mettere accanto a ogni distributore di benzina un distributore a idrogeno, soprattutto se questo idrogeno dovesse essere generato utilizzando energie rinnovabili. Considerate le varie inefficienze del processo di produzione di energia rinnovabile, di elettrolisi e di stoccaggio, parliamo di centinaia, forse migliaia di miliardi di euro in termini di costi". E inoltre, aggiungo io, nella petizione c'era scritto che anche Beppe Grillo era uno dei sostenitori, una cosa che trovo strana e che mi riservo di verificare, ma che non trovo assurda visto che molte delle figure che dovrebbero guidare l'opinione pubblica alla ricerca della strada delle rinnovabili, vedi Pecoraro Scanio, continuano ancora a parlare di idrogeno - e troppo spesso di biocarburanti - ottenendo l'unico disastroso effetto di confondere ulteriormente le idee alla gente.
Personalmente ho una mia opinione sul perché si sia creata questa "religione dell'idrogeno". Le persone, in generale, lo dimostrano i fatti, hanno bisogno di soluzioni chiare e univoche, spesso cercano "La Soluzione". Una soluzione facile, che arrivi dall'alto e che risolva tutti i problemi. Forse dobbiamo questo alla religione cristiana, chi lo sa, e alla dannata ricerca del miracolo, della manna dal cielo; ma una cosa è chiara, le cose non stanno così. La soluzione unica non esiste, chi predica l'idrogeno, predica falsità, illusioni, perché la soluzione esiste, ma nessuno la vuole vedere. Perché è una soluzione difficile, fatta di tante soluzioni diverse. Soluzioni che prevedono risparmio energetico, diminuzione dei consumi e stili di vita più sostenibili. Tutte azioni che tradotte nella vita quotidiana significano centinaia di gesti, di abitudini a cui apportare delle modifiche sostanziali. Un cambiamento radicale che comporta molti sforzi e che l'illusione dell'idrogeno rende ancora più inviso.
Una sola consolazione: chi ha già intrapreso questa strada troverà sicuramente meno difficoltà degli altri nel momento in cui, volenti o nolenti, ci troveremo tutti a fare i conti con la realtà.
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