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Chissà perchè le carte geografiche si ostinano a mostrarlo in tutta la sua perduta grandezza: il lago Aral, tra l'Uzbekistan e il Kazakistan, ormai è ridotto a un quarto dei suoi originari 68 mila chilometri quadrati a causa della dissennata deviazione dei fiumi immissari. Ora il governo kazako fa squillare le trombe dell'ottimismo perchè ha ottenuto 126 milioni di dollari dalla Banca Mondiale per costruire una seconda diga che separi completamente la piccola zona Nord del lago, in cui è tornata l'acqua grazie ad una nuova deviazione dell'antico fiume immissario, dal disseccato e agonizzante Sud. Speriamo. Faccio notare che la diga sarà anche la salvezza del Piccolo Aral, ossia del Nord del lago, ma che è anche la condanna definitiva del resto del bacino. Di che misera vittoria ci si deve accontentare... Foto Flickr .
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