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Ci saremo mica montati la testa? No, tranquilli. Siamo sempre con i piedi ben saldi terra, ma ci piace occuparci di questioni importanti dal punto di vista ambientale, magari di quelle storie di cui si parla tanto, ma che nessuno fa niente per risolvere. Per questo abbiamo pensato di far partire una petizione per porre all'attenzione del governo italiano la terribile agonia che sta vivendo il lago Aral.
Continua da sopra:
Quello che infatti, una volta, era il quarto lago più grande del mondo, è ormai ridotto ad appena un quarto delle sue dimensioni originarie. La causa? Disgraziati esperimenti durante il periodo sovietico con l'obiettivo di sfruttare i suoi immissari per l'irrigazione.
Ora la parte nord del lago, grazie alla costruzione di una diga e al progetto di una seconda, sta tornando a nuova vita, mentre la parte sud è destinata a scomparire. E sembra che al governo kazako non dispiaccia affatto, anzi questo gli permetterà di attingere con più facilità ai ricchi giacimenti di petrolio e gas naturale della zona.
Chiedo a tutti di firmare la petizione e di aiutarci a spargere la voce. Il nostro obiettivo è di porre all'attenzione del governo questa vicenda, affinché se ne faccia portavoce presso l'Unione Europea. Un consiglio: per leggere correttamente il testo utilizzate la codifica Unicode (UTF-8). Firma la petizione.
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