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Giusto per avere una panoramica di quel che sta capitando in Grecia, ecco la foto scattata ieri, lunedì, dal satellite dell'Esa, l'agenzia spaziale europea: un piccolo (si fa per dire...) pennacchio di fumo in Macedonia e due enormi pennacchi che quasi coprono il Peloponneso e il mare attorno all'isola di Creta. Il link alle immagini che mostrano la situazione attuale dei fuochi in Europa e all'evoluzione cronologica della situazione in Grecia. E ora le ripercussioni sul clima, ossia la traduzione degli incendi in anidride carbonica, il gas dell'effetto serra.
Continua da sopra:
Secondo i calcoli dell'Università di Padova, per ogni ettaro di terreno andato in fumo entrano nell'atmosfera 50-100 tonnellate di anidride carbonica. Dunque i roghi greci ne hanno prodotto finora 3,5-7 milioni di tonnellate. Più le emissioni dei Canadair che volano sugli incendi per spegnerli, più tutti gli annessi e connessi. Ossia una quantità che, nella migliore delle ipotesi, corrisponde alla metà delle emissioni annuali della centrale di Civitavecchia Torre Valdaliga Nord.
In Italia nel 2006 gli incendi hanno pompato nell'atmosfera 2,2 milioni milioni di tonnellate di anidride carbonica. Secondo i calcoli fermi a qualche giorno fa, quest'anno l'estensione degli incendi nel nostro Paese - e quindi l'ammontare dell'anidride carbonica immessa in atmosfera - è aumentata del 40%. Non siamo quindi lontani dai numeri della Grecia. Leggi I contadini e i lavori socialmente utili.
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