Risultati della Ricerca per "codice ambientale"

Verde

Montezemolo e la legge delega

montezemoloSecondo il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo il nuovo codice ambientale, ultima disastrosa eredità della “reggenza” Matteoli, è un passo in avanti positivo e risponde alle necessità di riordino e di semplificazione delle norme. “Spetta al nuovo Governo” ha dichiarato Montezemolo “varare le disposizioni applicative, evitando quei pesi burocratici e amministrativi che troppo spesso hanno reso le nostre norme ambientali più onerose rispetto a quelle dei paesi concorrenti”.
Ed è proprio quest’ultima frase che non fa tornare i conti. A qualcuno risulta che l’Italia abbia norme ambientali più rigide, ad esempio, dei paesi scandinavi, della Germania o della Francia? Gli ultimi responsi dell’UE dicevano tutto il contrario con il Bel paese in ritardo su quasi tutte le questioni ambientali dal bilancio delle emissioni alla tutela della biodiversità.
E allora dove sono queste norme ambientali onerose? O questo è solo il tentativo minatorio di Confindustria di dettare legge al nuovo governo? Come dire: vi abbiamo sostenuto in campagna elettorale, ma ora non esageriamo. Si fa come diciamo noi.

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mag  06
26
alle 12:55
da emiliano

Ultimo commento:

di Luca il 26/05/2006 alle 14:30

secondo me il discorso prendeva in considerazione il fatto ke si vuole distruggere tutte le leggi...

Verde

Pecoraro Scanio vuole le rinnovabili

pecoraro scanioIl neo ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio risponde alle nostre domande di ieri durante le dichiarazioni a caldo del dopo-giuramento del governo Prodi. Innanzitutto il Ponte sullo Stretto non si farà, ma solo opere realmente utili. Pecoraro Scanio parla di un governo più ambientalista in grado di dare un contributo alla svolta dopo i disastri del centrodestra, soprattutto revocando e bloccando il nuovo codice ambientale. Per quanto riguarda la Tav si apriranno le trattative con le comunità locali e soprattutto accenna alla possibilità di mettere le energie rinnovabili e i biocarburanti a carico del ministero dell’ambiente togliendole al ministero dello sviluppo economico. Questi sono i propositi, ora attendiamo con ansia i fatti, in modo particolare l’impegno ribadito dai Verdi nel garantire il ritiro delle truppe dall’Iraq entro il 31 maggio. Parole di sua verdità.

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mag  06
18
alle 01:25
da emiliano

Ultimo commento:

di Alessio Scippo il 18/05/2006 alle 20:58

Ho fiducia nel "compagno" Alfonso, credo ke se non riuscirà a fare + di tanto sarà x via di ost...

Verde

Le Regioni dicono no a Matteoli

matteoliGli assessori regionali all’ambiente non vogliono che ministri dimissionari come Altero Matteoli, continuino a produrre decreti di attuazione – gli utlimi 4 pubblicati il 5 maggio – e nomine relative al decreto legislativo 152/2006 ovvero il nuovo codice ambientale approvato in extremis, che riforma quasi tutte le normative ambientali. La posizione è maturata a Roma durante l’incontro della “Commissione ambiente e protezione civile”, coordinata dall’assessore della Regione Calabria Diego Tommasi.
In questo momento – è scritto nel documento – ci sono vuoti legislativi pericolosi, come lo scioglimento del 30 aprile 2006 di tutte le Autorità di Bacino delle acque, che dal 1 maggio, secondo il decreto legislativo, dovevano essere sostituite da 8 Distretti idrografici. Inoltre, tutto l’ordinamento esistente delle leggi regionali, secondo gli assessori regionale all’ambiente, è interamente da rivedere per poter far tornare a funzionare l’intera macchina della tutela e della promozione ambientale. Per questo, unitariamente, gli assessori intendono riaprire l’iter del provvedimento con il futuro Governo. Continua a leggere… »

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mag  06
8
alle 06:11
da mstramazzo

Ultimo commento:

di Arte il 21/06/2006 alle 13:54

Interfaccia comoda, colori piacevoli, buoni!

Rifiuti

I danni del nuovo Codice ambientale

acque reflue trattamentoIl tanto temuto Codice ambientale, recentemente approvato dal Presidente Ciampi, farà i suoi primi danni proprio nel delicato settore dei rifiuti. Se infatti il nuovo testo di legge entrasse in vigore entro la fine di aprile circa il 30% delle imprese sarebbe esonerato dalla presentazione del MUD. Il MUD o 740 ecologico è un modello unico di dichiarazione ambientale attraverso il quale le imprese che producono o gestiscono rifiuti, e quelle che producono, immettono sul mercato e riutilizzano imballaggi sono costrette a presentare il proprio resoconto annuo di rifiuti prodotti. Il nuovo Codice invece pone l’obbligo della presentazione del MUD a carico dei soli produttori di rifiuti pericolosi escludendo dalla lista i produttori di rifiuti derivanti da lavorazioni artigianali ed industriali, dalle attività di recupero e smaltimento di rifiuti o costituiti da fanghi derivanti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque, da fanghi derivanti dalla depurazione delle acque reflue o dall’abbattimento di fumi, e inoltre i produttori di imballaggi e gli imprenditori agricoli con un volume d’affari non superiore ad 8 mila euro annui. Insomma, era questo che intendeva il ministro Matteoli quando parlava di snellire i procedimenti?

[via Edilportale]

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apr  06
7
alle 07:59
da emiliano

Verde

Ciampi firma il Codice ambientale

ciampiDopo aver rispedito al mittente il Codice ambientale chiedendo chiarimenti al governo, il presidente della Repubblica Ciampi ha firmato la delega. Il testo prevede la riorganizzazione delle procedure per la valutazione ambientale strategica (Vas), per la valutazione di impatto ambientale (Via) e per l’autorizzazione ambientale integrata (Ippc), e stabilisce una serie di norme che vanno dalla difesa del suolo alla gestione delle risorse idriche coinvolgendo i settori più delicati della materia ambientale. Secondo le associazione ambientaliste il nuovo Codice è l’ennesimo duro colpo di questo governo all’ambiente, ma a sentire le parole del presidente di Legambiente lo scontro non finisce qui: “C’è una rivolta delle Regioni in atto” dichiara Roberto Della Seta “che auspichiamo porti al ricorso alla Corte Costituzionale contro il provvedimento del Ministero dell’ambiente”. Già prima che Ciampi firmasse il decreto il WWF si era lamentato della scarsa trasparenza da parte del Ministero dell’ambiente che da almeno 5 giorni aveva pubblicato nell’apposito sito un testo che appariva votato, ma del quale nessuno conosceva il contenuto. Un testo che la stessa UE si era già rifiutata di notificare.

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apr  06
3
alle 05:40
da emiliano